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Tempo a Perugia

giovedì, 13 novembre 2008
New Zealand

Siamo nella verdissima Nuova Zelanda.

Uscire fuori e vedere la primavera e' veramente bellissimo.

Non fa molto caldo, ma il sole e' alto in cielo e c'e' luce fino a dopo le 8 di sera. Oggi ci siamo abbronzati un po'.

Un viaggio di 36 ore e' massacrante, ma ritrovarsi dall'altra parte del mondo, agli antipodi esatti dell'Italia, ripaga di ogni fatica, e a me personalmente ha dato un senso di grande felicita'. Per questo basterebbe anche soltanto il fatto di respirare l'aria della primavera attorno a te, mentre da noi e' inverno d'altronde...

Domattina voliamo in Ant*rtide con l'aereo degli americani, in 5 ore.

Poi dopo all'interno, alla nostra base, con il nostro aereo, 3 ore.

Un saluto a tutti.

 

Postato da: clarke a 11:11 | link | commenti (10)

sabato, 08 novembre 2008
Partenza

Sto per ripartire. Come l'anno scorso.
Quest'anno starò via molto più tempo, almeno tre mesi.
Il blog non chiude, come sempre ci sarà chi lo aggiornerà con i post che ogni tanto invierò.
Parto domani.
La frenesia lavorativa di queste ultime due settimane è stata così intensa, ed ora è improvvisamente finita, che non mi rendo bene conto di stare per partire di nuovo per un posto così lontano. Eppure ci siamo.
Non vedo l'ora di rivedere l'Ant*rtide.
Sorrido se penso che al mio ritorno l'anno scorso ero convinto di non tornarci più.
Tanto che ci sono, per sottolineare la ciclicità della cosa, incollo qua sotto il diario di ritorno a casa del febbraio scorso, che non avevo mai pubblicato.
Per fortuna quest'anno niente nave. Solo cinque ore di volo dalla Nuova Zelanda per atterrare direttamente sui ghiacchi.
Un saluto a tutti quelli che non ho avuto occasione di salutare direttamente.
Vado a fare la valigia....

















2 febbraio 2008, ore 18.35: Decollati da Sydney, la costa dell’oceano Pacifico sotto, l’aereo sta virando verso l’interno.
Il mio volo per Francoforte partiva con 5 ore di ritardo. Uno stewart di terra molto gentile, appena visto che scendevo a Singapore, mi ha spostato sul volo per Londra, e ora eccomi qui. Quanta differenza con l’Alitalia.
L'uomo accanto a me ha una bruttissima malattia della pelle. Ha tratti asiatici, ma sul suo passaporto c’è il simbolo con l’Emu e il Canguro che si guardano: è cittadino australiano. C’è uno stewart aborigeno. Uno dei pochissimi aborigeni che ho visto. Quando gli ho chiesto le cuffie, quello con la malattia della pelle ha interloquito e ha detto:
“you’re sitting on them”. Aveva ragione.
Ore 20.00: Sotto di noi c’è il deserto: sabbia e terra rossa. Siamo proprio nel centro dell’Australia. E’ apparsa poco fa una cittadina, case bianche in mezzo al rosso cupo del deserto. Alice Springs. Porta ancora oggi il nome della moglie del suo fondatore.
Ore 20.30: Una ragazza dall’accento britannico seduta davanti a me ha chiesto se poteva abbassare il sedile. Non ho parole, davvero complimenti alla gentilezza. Ho risposto un po’ meravigliato:
“’course you can, thanks for asking”.
Sta facendo notte e ci sono le nuvole alte… ci voliamo quasi dentro. Le nuvole si illuminano per i fulmini ogni tanto.
Ore 22.55, ora di Singapore. Spostato l’orologio 3 ore indietro. Ecco laggiù le luci delle tante navi che affollano la rada del porto, tantissime veramente, me le ricordo dal viaggio di andata…. due mesi fa. Stiamo scendendo verso l’aeroporto Changi. Era ora, non ce la faccio più a stare seduto.
Ore 23.53: Il tassista non parlava inglese. Ascoltava della musica orientale orribile. Anche qui si guida a sinistra. Non poteva essere altrimenti per un’ex colonia britannica. Alcune banconote del Singapore Dollar, le più recenti, sono di plastica. L’ostello è appena decente. Fuori fa caldissimo umidissimo (siamo a 100 km dall’equatore), qui dentro fa un freddo boia: aria condizionata al massimo. Sono tutti filippini, molto accoglienti e amichevoli, nonostante l’ora tarda. Uno mi ha detto: “buongiorno!!”, in italiano.

Domenica, ore 14: Piove… piove…. dicono che ogni giorno a quest’ora è così. Evidentemente quello che ci insegnavano a scuola sui climi equatoriali era vero.
Uno dei filippini mi ha chiesto in quali mesi in Europa abbiamo la stagione secca e in quali la stagione delle piogge! Gli ho risposto che nei climi temperati di stagioni ne abbiamo 4, e che alcune di esse sono sì più piovose di altre, ma non nel senso che intende lui. Ha detto che aveva sentito qualcosa del genere a scuola.
Il cielo è quasi perennemente grigio. Ho letto che sull’Asia meridionale permane una nuvola di smog perenne che assomiglia a quella che c’era da noi negli anni ’60-‘70.
Singapore è moderna, pulita, sembra quasi una città occidentale. Grattacieli alti, centri commerciali da tutte le parti. La gente corre sempre, anche oggi che è domenica. Uno dei filippini ha detto, scuotendo la testa: “they work and go shopping, no else”.
Gli abitanti sono per lo più cinesi, in piccola parte indiani e malesi, rarissimi i bianchi. Vedo dalle scritte che i malesi hanno abbandonato l’alfabeto arabo usato un tempo, in favore del nostro alfabeto latino. Gli indiani girano con i loro diversi turbanti, di diversa foggia e colore. Chissà se indicano lo stato sociale, oppure un clan, o ancora la regione di provenienza.
La maggioranza cinese si vede non solo numericamente, ma soprattutto nei comportamenti. Li riassumerei in tre parole: affari, affari, affari.
Non riesco a capacitarmi come il popolo storicamente più affarista del mondo abbia fatto a sopportare 50 anni di comunismo. Infatti l’hanno abbandonato dal punto di vista economico molto prima di abbandonarlo dal punto di vista politico. Questo non è un caso.
Anche qui a Singapore il regime è tendenzialmente autoritario. Almeno così ho letto.

Lunedì, ore 15: Ho mangiato sempre e solo cinese, il vero cinese. Confermo che è diverso da quello che ci danno i ristoranti cinesi in Italia. Mi piace più questo. E’ un cibo che riempie molto senza essere particolarmente grasso, tutto intingoli, non deve essere l'ideale per chi soffre di disturbi enterici.
Non sono riuscito a trovare un posto in cui mangiare cucina malese. Ho commesso l’enorme ingenuità di chiedere a dei cinesi dove potevo trovarne uno. Hanno risposto che anche loro cucinavano piatti malesi. Sì come no…. E già mi spingevano per farmi sedere. Affari affari affari. Non sono riuscito a tradurre in inglese la frase “cca nisciun è fesso” mentre me ne andavo.
Ore 20,35: Sono qui al Changi da ore, sono stanco e voglio volare a casa. All’imbarco siamo circondati dai tedeschi, è pieno di belle ragazze dai capelli e gli occhi chiari. Ci sono anche svariati cittadini di Singapore, li riconosco dal passaporto rosso chiaro.

Martedì, ore…?? Passata l’India, siamo sopra il Pakistan, credo dalle parti del Karakhorum. Il K2 deve essere qua sotto da qualche parte. Poi ci sarà l’Afghanistan, il Turkmenistan, poi si taglierà il Mar Caspio, dopodiché saremo in Europa.
Ore 5.10: Dopo tante ore di volo sopra il buio assoluto, Francoforte è apparsa così all’improvviso da sembrare un piccolo pianeta alieno in mezzo allo spazio profondo.
La città brilla di migliaia di luci poco sotto l’aereo, il fiume Meno la taglia come un cordone nero, la torre della televisione svetta là in mezzo. E’ bellissimo!
Il pilota dice che c’è un certo traffico aereo intorno a noi, nonostante siano le 5 del mattino, e che dopo 20 anni di servizio riesce ancora a meravigliarsi come giungendo in Europa trovi sempre tutto questo traffico dei cieli.
Questo mi fa sorridere e sentire a casa.
Ore 5.40: E’ inverno!!! E che inverno! Passando per il tunnel è arrivata una ventata di freddo intenso. Fino a pochi giorni fa ero sotto il sole estivo. Ho il braccio destro abbronzato perché guidando lo tenevo spesso fuori dal finestrino. Come mi ha detto qualcuno: “come è grande il mondo!”. Non so perché ma comincia a sembrarmi piccolissimo. E’ notte, sembra proprio non volersi decidere a fare giorno.
Ore 11.30: Siamo decollati da poco da Francoforte, ed ecco già le Alpi….


Postato da: clarke a 13:45 | link | commenti (8)

giovedì, 06 novembre 2008
Non accanitevi

Non capisco tutta questa bufera per la dichiarazione sulla "abbronzatura" di Obama.
Nessun scandalo.
E' un coglione.
Tutto qui.
Quelli del PD non l'hanno ancora capito? E sì che fa di tutto ogni giorno per farcelo capire.

Postato da: clarke a 22:35 | link | commenti (6)

mercoledì, 05 novembre 2008
Oddio ha vinto quello là!

Ok, la prima impresa l'ha fatta.
Rimane la seconda: riuscire a non farsi ammazzare.
Ma è anche vero che questi sono altri tempi.
Secondo me in questo momento, non tanto i repubblicani, ma piuttosto Hillary Clinton, guarda la televisione e ripete come un automa: "ma come è potuto succedere... ma come è potuto succedere... ma come è potuto succedere...."

P.S.: "Sia ben chiaro che io NON HO MAI DETTO (commento 26) che Obama non poteva vincere. E' una diceria messa in giro dalla sinistra. VERGOOOOOOOOGNA!" (quest'ultima parola urlata in accento milanese, senza vergogna, e con un'arroganza senza limiti).

UPDATE: Ha vinto anche l'INDIANA. Ma non ci posso credere.
Rischava di vincere in stati che l'ultima volta avevano votato per Bush, come Ohio, Virginia, Nevada, lowa, Colorado, New Mexico. Non solo li ha vinti TUTTI, ma si è preso anche l'Indiana. Che dire, complimenti...

Postato da: clarke a 08:20 | link | commenti (13)