So poco e niente dei candidati alle presidenziali USA, quelli attuali e quelli delle elezioni del passato, ad eccezione di JFK che mi ha sempre appassionato, nel bene e nel male.
Oggi per caso mi sono imbattuto in
questo articolo esilarante.
Non l’ho ancora letto tutto, mi sono limitato alla prima pagina: le 10 regole che un candidato democratico deve seguire per riuscire a perdere un’elezione imperdibile.

Quello che trovo esilarante tuttavia non è tanto la parodia della campagna elettorale di Kerry (o, come dice l’autore, “vorrei che fosse una parodia, ma è un riassunto”), ma il fatto che gli stessi concetti si possano sovrapporre senza trovare differenze a quella di Veltroni.
Rileggete cambiando “Kerry” con “Veltroni”, e sembrerà che parli della tattica di Veltroni e del suo partito.
Ricordo che tempo fa Marco Travaglio disse:
“Veltroni ha perso le elezioni perché non era l’Obama italiano, era il Kerry italiano”. Ora so esattamente cosa intendeva.
Non so se l’autore dell’articolo esagera parlando in questi termini di Kerry, ma so per certo che mi troverebbe completamente d’accordo se parlasse così di Veltroni e del PD.
Spero che facciano "velocità nello scrivere sms" nuova disciplina olimpica.
E' l'unico modo che ho di vincere un oro alle olimpiadi.
Magari diviso per categorie d'età, per levarsi di torno gli adolescenti.
Metti che un giorno di agosto te ne stai andando in aereo dall’Europa verso l’America per una bella vacanza.
Metti pure che nella zona di Toronto quel giorno faccia veramente brutto tempo.
Metti pure che, se vuole, il pilota può andare ad atterrare a Ottawa. Metti però che decida di atterrare lo stesso a Toronto.
Metti che per varie cause, come cambi di vento, l’aereo prenda la pista 1200 metri più avanti il punto prestabilito, e che abbia pure vento di coda che lo spinge.
Metti anche che la pista non è di quelle belle lunghe 4000 metri che di solito si usano per aerei così grandi. E’ lunga 2700, di cui 1200 te li sei già giocati prima di toccare terra.
Metti che la pista finisce.
Solo che l’aereo….. l’aereo - che pesa 200 tonnellate – sta ancora correndo a 140 km/h sul cemento viscido, quando la pista finisce.
E metti pure che dopo ci sia terreno piuttosto sconnesso. Magari capita anche che dopo 400 metri ci sia il greto di un torrente e dico magari, l’aereo ci finisce dentro.
Bad news, isn’t it?
Ah dimenticavo, con il kerosene avio che ha ancora nei serbatoi vuoi che non prenda fuoco, dopo tutto lo sconquasso che ha subito?
Te lo dico subito, l’aereo verrà completamente distrutto dalle fiamme.
Eppure domani i giornali titoleranno: “Toronto airport miracle”.
Perché TUTTI i 307 passeggeri si sono salvati.
Ma com’è possibile.
Perché l’aereo, un Airbus A340, nonostante centinaia di metri di sconquasso, non è andato in frantumi.
Perché è progettato per svuotarsi in 90 secondi dei 300 passeggeri in preda al panico.
Perché è costruito con moderne dotazioni di sicurezza, tra cui alcune studiate per rallentare il propagarsi delle fiamme.
E anche perché, e questa è pura fortuna, era alla fine del viaggio, con molto meno carburante che alla partenza.
Abbiamo visto ieri come tutte queste cose fanno la differenza tra la vita e la morte.

Underbelly è un ottimo esercizio per i miei problemi con la comprensione dell'accento australiano.
Forse grazie ad essa al prossimo viaggio mi risparmierò qualche figura di m. rispetto alle tante dell'anno scorso.
A mia attenuante posso dire che mi hanno confermato che alcuni loro film vengono doppiati addirittura per il pubblico americano (ad es. "Mad Max").
Neanche gli yankee li capiscono, figuriamoci io.
Vorrei poter dire che è una bella serie TV, perché lo è.... se non fosse che racconta fatti tristemente reali.
Non a caso avevo letto quando mi trovavo lì del dibattito che c'era sull'opportunità di mandare in onda, per di più in prima serata, una fiction basata su fatti che avevano schoccato il paese.
A parziale difesa dei delinquenti reali che hanno ispirato questa serie posso dire che, visti i prezzi di Melbourne, non mi meraviglia che qualcuno si sia dato alla criminalità per riuscire ad arrivare alla fine del mese.
Ah naturalmente il delinquente che ha iniziato, con un omicidio per futili motivi, la tremenda scia di sangue che ha shoccato l'Australia per quasi 10 anni, era di origini italiane.
Non sia mai che non ci facciamo riconoscere.
Cognome meridionale però, quindi prendo leghisticamente le distanze :)
Grazie a
Fulvia per la segnalazione (non avevo idea che esistessero sottotitoli, addiritura in italiano)

Ero già abbastanza stufo di portarmi dietro da queste parti quel mattone pesante 5 kg ed ingombrante, ma portarlo l'anno scorso in giro per il mondo per 50.000 km, tra aerei di linea e militari, per mare, sui ghiacci in alta quota etc., è stato veramente troppo.
Se non se ne potesse fare a meno allora ok, ma ci sono tanti di quei computer portatili piccoli e leggeri al giorno d'oggi.
Perciò ho cominciato a dare un'occhiata qua e là, nonché a chiedere informazioni a chi è più aggiornato di me.
Quello che è venuto fuori si può riassumere più o meno così:
- Esistono oggi sul mercato svariati portatili a basso prezzo e pure con una buona dotazione hardware, il problema è che sono tutti grandicelli, per capirci con schermo sui 15 pollici.
- Poi ci sono quelli da 11-12 pollici, veramente piccoli e leggeri, dotati dei processori più veloci, spesso anche di ottima scheda grafica, con batterie a lunga durata. Costo, dai 1.200 euro in su. Ci sono alcune eccezioni un po' più economiche ma con datozione inferiore.
- Infine ci sono i magnifici EeePC della As*us, da 7 e 9 pollici (in uscita a fine agosto la versione a 10 pollici), pesanti
meno di 1 kg, senza hard disk ma con memoria flash (come una chiavetta USB, solo più grande), il che li rende molto meno delicati e adatti a scomodi viaggi e ad uso in ambienti estremi come nel mio caso. La cosa più bella è che costano sui 350 euro. Il difetto è che il processore e tutto il resto sono ben al di sotto della dotazione standard di un portatile attuale. Sono pensati soprattutto per accedere a internet.
Inoltre, usare uno schermo così piccolo tutto il giorno non è proprio il massimo della comodità per gli occhi. Pure la tastiera è più adatta alle dita di una ragazza molto minuta che a quelle di un uomo.
Sono perciò giunto a formulare il seguente:
1° (e probabilmente ultimo) postulato di Clarke:
Un computer portatile può possedere contemporaneamente soltanto 2 fra queste 3 caratteristiche:
- dimensioni ridotte
- hardware potente ed aggiornato
- costo ridotto
Mettetene insieme due qualsiasi, e vedrete che non può possedere anche la terza.