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Tempo a Perugia

mercoledì, 28 maggio 2008
Giù le mani dalle mie tasche, ladro.

Visto che molti elettori di centrodestra erano così stufi della tassazione della sinistra veterocomunista, potrebbero anche far sentire la loro voce, per una volta, contro il decreto salva-rete4, che pagare 128 milioni di euro di multa europea all'anno di tasca nostra, per salvaguardare gli interessi personali del Premier, mi fa girare piuttosto le scatole.
O devo pensare che agli elettori di centrodestra stessero sulle palle solo le tasse messe su dalla sinistra?

Postato da: clarke a 12:07 | link | commenti (5)

giovedì, 22 maggio 2008
Monty Hall

Leggendo l'ultimo post di un bel blog, mi si è riproposta la questione del quesito di Monty Hall.
L'ho incontrato la prima volta qualche settimana fa, quando al cinema ho visto il film "21".
Si può leggere tutto nel link che ho messo, comunque, detto concisamente, la questione è che se ci sono tre scatole chiuse, delle quali solo una contiene un premio, se dopo avercene fatta scegliere una, l'uomo del banco (che conosce il contenuto di tutte e tre) ci fa vedere che una delle altre due è vuota, e ci propone di cambiare quella già scelta con quella delle altre due ancora chiusa, allora le leggi della statistica ci dicono che la scelta che ci garantisce la maggior probabilità (66,66%) di assicurarci il premio è fare il cambio.

Ora, quello che ancora adesso mi tormenta di questo quesito, non è il fatto che non riesca a capire la logica che c'è dietro, perché, conti alla mano, per spiegarlo matematicamente sono sufficienti delle conoscenze da prima media. E infatti l'ho risolto in 1 minuto.
Il problema è che non riesco a spiegarlo intuitivamente. Per quanto ci provi, so che se mi trovassi nella situazione di scegliere se cambiare o no la scatola scelta con quella rimanente sul tavolo, penserei che sia che la cambiassi oppure no avrei sempre il 50% di possibilità di azzeccarci.
Certo poi magari farei due conticini (specialmente se il premio fosse grosso), mi verrebbe fuori che tenendo la mia avrei il 33,33% di probabilità di vincere, mentre cambiando avrei il 66,66%, e allora la cambierei.
Ma ad intuito niente, non mi viene.
Sembra che sia in buona compagnia, visto che l'accademico citato nella pagina linkata definisce questo tipo di quesiti come "contro-intuitivi". Anche nel film di cui sopra, 21, il professore interpretato da Kevin Spacey usa questo quesito per selezionare il protagonista all'interno di un'intera classe.
Per quanto mi riguarda, dovrò mettermi l'anima in pace!

Postato da: clarke a 15:32 | link | commenti (5)

martedì, 20 maggio 2008
Mah....

Per il problema dei Rom il centrosinistra non faceva niente o quasi.
Il centrodestra fa troppo o quantomeno le spara grosse.
Sembra impossibile fare qualcosa di equilibrato.
Non capisco che cos'ha questo Paese che non va.

Postato da: clarke a 14:11 | link | commenti (3)

sabato, 17 maggio 2008
Come volevasi dimostrare

Non è passata manco una settimana e già accade quello che si diceva nel post precedente.

La sinistra italiana è una congrega di ingenui alla massima potenza.

E questo è niente. Ne vedremo delle belle.

Postato da: clarke a 12:42 | link | commenti (2)

giovedì, 15 maggio 2008
1, 2....

Che noia questi post politici, annoiano perfino me che li scrivo.
Ma che devo fare? C'ho un peso qui e mi devo sfogare.
Brevemente:

1) L'apertura al dialogo con il PD e tanto entusiasmo per le nuove buone maniere fra maggioranza e opposizione evidentemente nascondono un secondo fine.
Il centrodestra ha bisogno dell'aiuto per PD per qualche cosa. Riforme costituzionali? Altro? Staremo a vedere.
Di certo c'è che, qualunque cosa sia, sarà decisa esclusivamente da Lui, andrà a suo esclusivo vantaggio, e con molta probabilità danneggerà macroscopicamente il centrosinistra.
Quando il PD si renderà conto di essere stato di nuovo ingenuamente truffato, sarà troppo tardi.

2) Schif*ni ha avuto rapporti imprenditoriali con persone poi condannate per mafia. Questo è un FATTO.
Poi magari lui mafioso non lo è, ma questo è un FATTO.
Io voglio vivere in un Paese in cui i fatti si possono dire.
Anzi no, mi sono espresso male, non voglio ma pretendo di vivere in un Paese in cui i fatti si possono dire.
Questa non è l'URSS, o la Cina. Sono nato in un Paese libero, e non permetto a nessuno, a NESSUNO, di togliermi questa libertà.
Chiaro?


Postato da: clarke a 22:29 | link | commenti (3)

venerdì, 09 maggio 2008
Piano piano....

Finalmente sento dire quello che avrei sempre voluto sentire.
Oggi il Presidente Napolitano dice che non dovrebbero esserci tribune televisive per gli ex terroristi, e che in passato sono apparsi in televisione molto più delle vittime.
Era ora che in Italia cominciasse a farsi strada l'idea, il concetto, di attenzione verso le vittime maggiore di quella verso gli assassini. Fino a poco tempo fa questo concetto era tabù, perché considerato forcaiolo. Non ha nulla di forcaiolo, ma non è facile spiegarlo a chi fa del buonismo e del perdonismo la propria cultura. Per molti anni in questo Paese il concetto di 'dare la giusta pena secondo la legge', è stato confuso da molti col concetto di 'sadico accanimento'.
Oltre a questo, c'è sempre stato anche quell'agghiacciante atteggiamento che ha portato molti esponenti e simpatizzanti di una determinata area politica a difendere in un caso o a chiedere la massima severità nell'altro, in base al fatto che certi terroristi si ispirassero a ideologie vicine o contrarie alle loro.
Il fatto che un uomo equilibrato come il Capo dello Stato si esprima con le parole di oggi mi sembra quindi importantissimo.

Inoltre, come non essere d'accordo con quanto dice Benedetta Tobagi (dal Corriere.it), che "giudica parole come pacificazione o riconciliazione inappropriate, insufficienti, in certi contesti persino fuorvianti, perché evocano una guerra civile che non c'è stata, o adombrano una prospettiva religiosa. Inoltre mi pare suggeriscano che il percorso da fare per superare le difficili eredità degli anni Settanta sia solo di tipo personale o emozionale. Io non credo che sia così. È essenziale capire. Riconoscere le vittime non è solo un atto dovuto, segno di maturità e sensibilità da parte della società, ma è necessario per mettere a nudo la vera natura del terrorismo, dissipando ogni nebbia romantica".

Il perdono, se c'è, deve essere un fatto privato, non istituzionale. Montanelli aveva il diritto di perdonare e fare amicizia con il terrorista che lo aveva gambizzato se lo desiderava, e così fece.
Lo Stato no, lo Stato deve punire in base alle prove e secondo la legge. Con le attenuanti e le aggravanti del caso, se ci sono. Ma secondo la legge.
Nel momento in cui si parla di "pacificazione nazionale" si perde inevitabilmente di vista la gravità dei crimini commessi. I crimini sono crimini, indipendentemente dal fatto che chi li ha perpetrati fosse animato da più o meno sinceri sentimenti di matrice politica, religiosa, ecc.
Forse si sta finalmente cominciando a capirlo.

(Ho fatto un brutto calderone mischiando vari concetti non proprio coincidenti, come  "attenzione verso le vittime", "certezza della pena", ecc., ma spero che il mio pensiero sia comunque chiaro)


NO NO, NON C'ENTRA NULLA MA LO DEVO DIRE, E' PIU' FORTE DI ME:
Sgorbi dice di essere stato cacciato.
Questo non è vero.
NON E' STATO CACCIATO!!!
LA SMETTA DI DIRE CHE E' STATO CACCIATO!!!
Gli è stato solo chiesto di cambiare ruolo.
Che la smetta di parlare male di Milano dicendo che è stato cacciato quando non è vero.
Se non ci fossero certe facce di merda che parlano male di Milano, la città avrebbe un'immagine migliore di fronte al mondo.

Chi non capisse la battuta, può guardare qui.
Aaaaahh ci voleva proprio, ora mi sento meglio.

Postato da: clarke a 13:30 | link | commenti (6)

giovedì, 08 maggio 2008
Lo dico prima di Striscia la Notizia!

Pochi minuti fa stavo guardando la trasmissione su RaiUno condotta dal fiorentino Carlo Conti.
Ha posto la seguente domanda: "dopo Giovanni, quale nome è più frequente fra i papi?"
Risposta esatta: "Benedetto".
Cambio canale, metto su canale5 e, un attimo fa, all'incirca alle 19.30, Gerry Scotti chiede: "dopo Giovanni, quale nome è più frequente fra i papi?"
Mah!

Postato da: clarke a 19:39 | link | commenti (4)

No, il gatto no

Ok, vedo una cosa del genere, e immediatamente una parte di me vorrebbe sterminare i pitoni dalla faccia della Terra.
So che è irrazionale, ma che ce volete fà?

Postato da: clarke a 11:44 | link | commenti (3)

lunedì, 05 maggio 2008
Povvvero lui.... era vicino!!

Stamattina in radio ho sentito la speaker dire che: "ha confessato un giovane VICINO a un gruppo neonazista".
Non so, cosa devono fare i criminali di qualunque tipo per essere chiamati col loro nome? Questi qua in particolare, cosa devono fare, gassare qualche decina di ebrei e poi cremarne i resti per essere finalmente chiamati col loro nome?
Non so perché ma credo che il giovane per il quale in queste ore i medici stanno decidendo se decretare la morte cerebrale, se non avesse il cervello spappolato direbbe più o meno: "a me quando mi ha dato quel calcio sulla testa sembrava piuttosto VICINO"
P.S.: Fortuna che ora da quelle parti c'è la Lega, che questi problemi li risolverà.

UPDATE: Adesso c'è Fini che dice che bruciare una bandiera è più grave che ammazzare una persona.
Lo dica ai genitori del ragazzo.
Mi fa pena, perché più ci prova a superare le ideologie, meno ci riesce: riesce sempre a dare l'impressione opposta. Si vede che è più forte di lui.

EVOLUZIONE: Adesso è ufficiale: è morto di freddo.

Postato da: clarke a 10:41 | link | commenti (6)