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Ultimamente devo ammettere che, malgrado tutte le mie strenue resistenze, gli svariati anni trascorsi qui stanno facendo effetto. Sebbene la mia fonetica originaria sia praticamente intatta, e le 'c' e le 'g' viaggino debitamente strascicate sul mio palato come si conviene a quelli delle mie parti (tantoché il benzinaio mi prende in giro quando dico "dieçi euro di gasolio"), al contrario la cadenza non è più molto toscaneggiante: si è fatta meno fiorita ed è evoluta verso un ritmo più cadenzato, di evidente paternità perugina. Mi capita inoltre di ricorre a tipiche espressioni del luogo, come ad esempio prorompere in un classico "eh nooooooooooo" pronunciato a mezza bocca quando accade qualcosa di contrariante, e di dire ad esempio "frego" ("ragazzo"), oppure "cocco" (se gli alieni scendessero sulla Terra in questa città, penserebbero che il 90% della popolazione umana si chiami "cocco mio", tanto è diffuso come modo di rivolgersi agli altri).Eheheh molto carino questo titolo di Libero Blog.
Ciao a tutti, mi è venuta in mente una cosa di nessuna importanza, ma ho comunque questa curiosità.
Chi di voi è mancino?
(mi prenderete per matto, ma ho in mente alcuni di voi in particolare che secondo me lo sono. Così..... a sensazione. Vediamo se ci ho azzeccato).
Ieri, primo pomeriggio in una via di Milano adiacente all’università, vicino alla fermata Missori della metropolitana. In mezzo al marciapiede c’è solo una coppia, a parte me e un mio amico che passiamo di fretta. Sono tutti e due sui trenta anni. Lei un po’ sovrappeso, ma carina. Stanno avvinghiati e un po’ si baciano, un po’ si guardano negli occhi. Un mazzo di fiori dentro nylon argentato è in mezzo a loro, e sta su senza bisogno di tenerlo con la mano da quanto si tengono stretti. Mentre gli sfiliamo accanto mi accorgo che lei guarda il suo compagno con uno sguardo tale che non saprei trovare le parole adatte per descriverlo.
Molte volte mi chiedo che cosa vorrei veramente da un rapporto se ce lo avessi, oppure che tipo di donna potrei amare sul serio.
Ora lo so. Me ne sono reso conto quando mi sono svegliato nel pieno della notte, molte ore dopo, con questo pensiero che è stato il primo a passarmi per la mente.
Voglio quello sguardo.
Stanotte parte la sonda europea Venus Express.
Il nome svela l’imparentamento con Mars Express, che orbita da tempo attorno a Marte e che ne ha permesso una mappatura particolareggiata grazie alle sue foto eccezionali.
Venus Express sarà lanciata dal cosmodromo di Baikonur, in kazakistan.
Finalmente si potrà fare uno studio approfondito di Venere, dopo le prime missioni di esplorazione avvenute negli anni ’80. Se la strumentazione di questa sonda sarà di eccellenza come quella della sua gemella marziana, si potranno ottenere delle buone immagini della superficie del pianeta.
Superficie che non può essere vista ad occhio nudo. Venere è infatti completamente e perennemente coperto da una spessa coltre di nuvole. La mappatura non può essere quindi effettuata con un gruppo ottico che abbia sensibilità nelle stesse frequenze dell’occhio umano, ma sarà fatta in ultravioletto e all’infrarosso.
La superficie è stata mappata per la prima volta mediante radar una ventina di anni fa. Ha mostrato vaste pianure coperte principalmente di lava, e regioni montagnose. I crateri sono praticamente assenti, poiché i meteoriti si distruggono a contatto con la densissima atmosfera. L’obiettivo di Venus Express è quello di migliorare di gran lunga la qualità di questa mappatura, e di studiare l’atmosfera, e l’attività vulcanica. Ci sono infatti forti indizi che indicano che questo pianeta potrebbe avere una attività vulcanica-sismica periodica che avverrebbe tutta insieme a livello planetario, a differenza di quella terrestre, che è graduale e locale.
Venere si è formato in modo simile alla Terra (è infatti quello in media più vicino a noi, ha dimensioni quasi identiche a quelle del nostro pianeta, un’età simile, ed una composizione chimica non troppo diversa). Ma l’evoluzione che ha seguito è molto diversa, soprattutto per la sua maggiore vicinanza al sole. Proprio come avveniva miliardi di anni fa per la nostra Terra, ha un’atmosfera fatta principalmente di anidride carbonica. Solo che mentre da noi la comparsa della vita vegetale ha gradualmente sottratto questo composto dall’atmosfera per portarlo in parte a comporre i corpi di noi esseri viventi, e in parte lo ha rilasciato sotto forma di ossigeno, tutto questo per Venere non è accaduto.
Il risultato è un monumentale effetto serra. Basti pensare che la temperatura media al suolo, che per la maggiore vicinanza al sole dovrebbe essere di circa 50 gradi, è invece di quasi 500 gradi, per colpa dell'intrappolamento del calore dovuto all'effetto serra. La pressione atmosferica è anche peggio, essendo 90 volte superiore alla nostra (che è quella che c’è in mare a 900 metri di profondità). Inoltre, a completare il quadro, ci sono gli elementi aggiuntivi presenti nell’atmosfera, vale a dire acido solforico, ammoniaca, ed altri.
Un mondo infernale quindi.
Si trova ad una distanza dal sole che è due terzi della nostra, ed è il secondo pianeta del sistema solare. Questo fa sì che possa essere osservato solo dopo il tramonto o prima dell’alba. Durante la notte infatti ci troviamo rivolti in direzione opposta, mentre durante il giorno, sebbene Venere sia presente in cielo, non è visibile a causa della luminosità del sole.
Un’ultima curiosità: Venere, a differenza di quasi tutti gli altri pianeti, ruota su sé stesso da est verso ovest. Di conseguenza il sole sorge ad ovest e tramonta a est. Un’altra particolarità è che esso non ha satelliti. Queste due cose potrebbero non essere scorrelate. Una teoria infatti ipotizza che il pianeta in tempi lontani avesse un satellite che si è gradualmente allontanato. Questo avrebbe causato la diminuzione della velocità di rotazione (proprio come accadde al nostro pianeta grazie alla Luna, che mano a mano che si allontanava ne rallentava la rotazione, causando un allungamento del giorno dalle poche ore di un tempo fino alle 24 attuali). Il fenomeno si sarebbe spinto fino all’estremo e avrebbe portato il satellite a staccarsi e la rotazione di Venere a diminuire fino a fermarsi, e poi ad invertirsi.
Il giorno venusiano dura 243 giorni terrestri. E’ quindi più lungo dell’anno, che è di soli 224 giorni terrestri :)
UPDATE: Lanciata stanotte, e completate con successo le manovre di allontanamento dalla Terra! Adesso è in viaggio verso Venere.
Se ne riparla ad aprile, quando arriverà :)
Non so voi, ma secondo me abbiamo dovuto aspettare fin troppo (ben 14 anni) prima che la prevedibile stronzata credenza sulla maledizione della mummia uscisse fuori.
