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Tempo a Perugia

giovedì, 29 settembre 2005
Casa vostra



Naturalmente conoscete già Google-Earth, vero? Se non è così, che aspettate a scaricarlo?
Nel frattempo, ecco alcune immagini dedicate alle lettrici di questo blog.
P.S.: Chi non vede la propria città o zona fra quelle riportate, non si offenda: l'alta risoluzione non c'era dovunque. Sono rimaste fuori così La Spezia, Metz, ed altre.
Assisi
Catania
Chieti
Parma
Ravenna
Torino
Udine
Infine, una foto senza svelare il luogo, per una persona che sicuramente lo riconoscerà e che credo già soffra di nostalgia.

Postato da: clarke a 21:34 | link | commenti (17)
world wide web

mercoledì, 28 settembre 2005

Come sempre quando passo un periodo in cui sono nervoso o di cattivo umore, mi cade di tutto dalle mani. Il cellulare praticamente nuovo è già cascato più volte, la macchina fotografica una volta (fortunatamente è caduta da pochi cm di altezza sul tavolo).
Oggi è toccato al mio amato orologio di alluminio che avevo da 5 anni.
Non funziona più. Bah

Postato da: clarke a 00:49 | link | commenti (15)
diario

domenica, 25 settembre 2005
La notte della ragione e l'alba dei desideri

Cortona, ore 3 del mattino:



Cortona, ore 4 del mattino:



Lago trasimeno, ore 5 del mattino:
la foto non può essere postata perché è venuta praticamente nera (shit).

Perugia, ore 5.20:
in questo caso non c'è stato il tempo materiale di scattare la foto alla meteora che ha attraversato velocissima il cielo. Una scia verde diritta quasi verticale.
Ora.... io lo so che si trattava di una pietra di qualche metro di diametro che dopo aver vagato per milioni di anni nello spazio è stata attratta dalla gravità del nostro pianeta ed ha attraversato l'atmosfera terrestre alla velocità di molte decine di chilometri al secondo, bruciando per l'attrito.
Ma ci sono alcune cose che mi girano in testa, per me molto importanti. E allora diciamo che per una volta colgo l'occasione per esprimere un desiderio (facciamo almeno un paio, vista la spettacolarità del fenomeno).

A proposito: questo è il 100esimo post del blog Marte.

Postato da: clarke a 05:52 | link | commenti (22)
diario

giovedì, 22 settembre 2005
Colpiti due volte

Ora che ci penso non ho mai postato la 5a puntata del mio viaggio americano, quella ambientata a Houston in Texas.
Mi è venuto in mente sentendo le notizie del telegiornale di stasera. Si parlava dell'uragano 'Rita' che sta per colpire Houston, e in particolare la sua Galveston, una cittadina balneare situata su un'isola che si trova pochi cm sopra il livello del mare. La sera prima della partenza siamo stati a cena sul litorale di fronte all'isola. Mi ricordo inoltre un film con Roy Scheider (quello de "Lo Squalo"), night game, un poliziesco ambientato a Galveston in cui viene citato l'uragano di inizio novecento che la spazzò via completamente alzando un'onda gigantesca.
Ma mi è venuta in mente una cosa che i TG non ci hanno detto: visto che è stata ordinata l'evacuazione di Houston, che fine faranno gli sfollati di New Orleans? Sì perchè moltissimi di loro erano stati portati allo stadio AstroDome della città texana, e di sicuro non sono tornati a casa, visto che i giornali dicono che New Orleans è ancora evacuata. Certo che essere sfollati due volte per uragano non è mica bello.....
SuperDome o AstroDome, il finale è lo stesso.

Postato da: clarke a 20:42 | link | commenti (6)

martedì, 20 settembre 2005
Nicotina

Ci sono dei giorni in cui ti sembra che solo ricominciando a fumare potresti stare bene.

Postato da: clarke a 17:50 | link | commenti (17)
diario

giovedì, 15 settembre 2005
Fine settimana

Oddio che bella mangiata di pesce..... (e senza aver speso una cifra). Sono pienamente soddisfatto.
Via..... ora dò una pulita a questa casa, che domani vado al mare.
Ci vediamo la prossima settimana.

Postato da: clarke a 22:41 | link | commenti (18)
diario

mercoledì, 14 settembre 2005
L'incidente

Mi aveva molto colpito questa storia. Una ragazza di trent’anni che quasi 3 anni fa, dopo una serata con gli amici, esce da un locale per tornare a casa, e non si sa più nulla di lei.
Una "sensitiva" che dopo due anni e mezzo dice: "è qui", indicando un'ansa dal lago di Como che costeggia la strada che va dal locale alla casa della ragazza.
I pompieri che, stufi di ascoltare i vaneggiamenti di persone che indicano la presenza di corpi da tutte le parti, non possono spendere soldi e tempo per controllare tutte queste segnalazioni discutibili.
Alcuni volontari, che con un robot sommozzatore dotato di telecamera, decidono di fare un favore alla famiglia e vanno a vedere. C'è una macchina laggiù, a 120 metri di profondità, con un corpo all'interno. Seppur non riconoscibile, indossa un giubbotto beige come quello della ragazza scomparsa. La telecamera riesce a inquadrare chiaramente la targa dell'automobile: è quella.
Sembrava finita così questa storia. In un certo senso, dopo tre anni, un mezzo lieto fine. I genitori finalmente sanno cosa è successo alla loro figlia. La ragazza ha avuto un incidente. E' morta, ma almeno sanno dov'è, e possono darle sepoltura. E scompare il dolore di non sapere cosa sia successo.
Resta solo da aspettare alcuni giorni perché arrivi una gru-chiatta a tirare su la macchina.

Ieri la macchina è stata recuperata. Ma, particolare molto strano, il corpo si trovava riverso sul sedile posteriore. E’ pure circolata la voce che avrebbe avuto mani e piedi legati, ma i carabinieri smentiscono.
Di certo c’è che l’automobile è completamente fracassata. La carrozzeria è bozzata e schiacciata un po’ dovunque. I carabinieri dicono che tale quantità di danni non è compatibile con lo sfondamento del parapetto della strada sul lungolago. E d’altronde nei giorni successivi alla scomparsa, i sopralluoghi avevano mostrato che il muretto proprio in quel punto era intatto.
A me a vederla sembra che si tratti di un veicolo che si è cappottato più volte.

Di certo c’è che una storia che sembrava conclusa e archiviata come tragico incidente, adesso si riapre, creando nuovo dolore alla famiglia.

Spero solo che non si tratti di un omicidio. Ma, nel caso che lo fosse, mi auguro che l’assassino venga trovato con le relative prove del caso. Non c’è niente di più bello che inchiodare chi era sicuro, da anni, di averla fatta franca.

Postato da: clarke a 13:58 | link | commenti (13)

lunedì, 12 settembre 2005
La mostra sui superconduttori

Per più di una settimana abbiamo mostrato al pubblico le cose ritratte nelle foto linkate di seguito.
I superconduttori sono materiali che hanno la proprietà di non presentare resistenza elettrica. La resistenza è quel fenomeno che non permette alla corrente di passare "indenne" attraverso il conduttore, e che in parte la fa dissipare sotto forma di calore. A volte l'effetto è talmente forte da riscaldare il filo elettrico a tal punto da farlo diventare incandescente (la lampadina) o da essere usato per un notevole riscaldamento delle vivande (il forno).
Ma a parte questi casi in cui la resistenza viene sfruttata, in tutti gli altri è qualcosa che ci fa solo perdere corrente. Quasi il 30% di quella prodotta nelle centrali elettriche (con tutto l'inquinamento che ne consegue) va persa nel percorso fino a casa nostra a causa della resistenza.
I superconduttori non hanno questo problema, per niente. Potete vedere in questo poster i differenti comportamenti fra i conduttori e i superconduttori a livello microscopico.
Non esistono, almeno al giorno d'oggi, materiali che sono superconduttori a temperatura ambiente. Ecco perché nei nostri esperimenti avevamo bisogno di raffreddarli a -196° con l'azoto liquido.
Oltre al fatto di non presentare resistenza, questi materiali hanno anche salienti proprietà nei confronti dei campi magnetici: li rifiutano con decisione. E' l'esatto contrario di quello che fa un metallo che si attacca ad una calamita. Il superconduttore invece cerca di allontanarsene.
In questa foto potete vedere il fenomeno della levitazione magnetica: il superconduttore è quel dischetto nero sotto il cubo. In questo caso si tratta di un materiale ceramico basato su un composto di rame, bismuto, stronzio, calcio e ossigeno. Sono componenti molto fragili, ma si preferiscono a metalli come il piombo e l'argento, perché questi ultimi sono superconduttori solo sotto i -260°, quindi l'azoto non sarebbe sufficiente, e bisognerebbe usare l'elio liquido, che è costosissimo.
In quest'altra invece si vede la sospensione magnetica (particolare), in cui c'è una repulsione che impedisce alle due parti di toccarsi, ma anche una attrazione che le tiene vicine. Una sua applicazione saranno i giroscopi a levitazione sui satelliti: potranno ruotare per anni senza mai logorarsi. Anche nel nostro laboratorio facevamo vedere una trottola che girava per svariati minuti senza fermarsi, ma nella foto non si vede che non tocca perchè ci sono i vapori dell'azoto.
Infine, c'era il binario magnetico. Purtroppo le foto non possono far vedere che il superconduttore che si muove al di sopra, oltre a fluttuare, fa le curve automaticamente.
Questo principio è alla base del treno a levitazione magnetica.
Come dicevo alla fine di ogni giro: ci sono domande?

Postato da: clarke a 15:30 | link | commenti (18)

sabato, 10 settembre 2005
"This is true science"

Con questa frase si è congedato il fisico inglese a cui avevo mostrato gli esperimenti sui superconduttori che io e altre persone stiamo facendo vedere al pubblico da una settimana.
Lavorandoci tutti i giorni non ti rendi conto quanto siano belle queste cose. Diventa normale vedere cubi che fluttuano senza peso e piastre che fanno le curve automaticamente. Sicuramente mi rimarrà un bel ricordo.
La ricerca in questo campo è ancora giovane. Ma un giorno saremo circondati da congegni basati su questa tecnologia. E chissà, forse nuove ricerche apriranno scenari inaspettati.
Lunedì metterò qualche foto degli esperimenti.
Nel frattempo, domani a Perugia finisce il festival della scienza. Accorrete numerosi.

Postato da: clarke a 21:37 | link | commenti (12)
diario

venerdì, 09 settembre 2005
La bonita coneccion

Stavo chattando fino a un'attimo fa con un'amica che era col computer portatile collegato a internet tramite telefono cellulare.
E mentre parlavamo lei si trovava esattamente nel posto che vedete nella foto qua sotto: Isla de Coche, Venezuela.
Miracoli di internet.


Postato da: clarke a 21:49 | link | commenti (13)
diario