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Certe volte basta poco per essere svogliati o anzi, quasi svuotati. Senza un motivo particolare, o meglio, senza veri e gravi motivi. Poca voglia di uscire, o forse dovrei dire poca voglia di combattere con gli amici pantofolai e di mettersi lì a cercare di convincerli che non hanno 90 anni. Sono il più grande e sembro il più giovane, almeno da questo punto di vista (anche se l’ennesima camic. ehm...... ragazzo di una mia amica ha portato un’infornata di conoscenze 35enni). Nonostante la vitalità sia maggiore di quella di tali amebe, anche io a volte non ho voglia di spendere energie per combattere in una battaglia spesso persa ma che se magari stasera avessi combattuto avrei potuto vincere, a volte capita. Comunque stasera manco ci ho provato.
Non mi succede spesso, anzi praticamente mai, ma certe volte la malinconia può far anche passare la voglia di scegliere cosa mangiare per cena, al punto di valutare seriamente l’ipotesi di non cenare per niente e andarsene direttamente a letto.
Poi scopro che stasera c’è CSI, e, udite udite, mi ero dimenticato di aver comprato del pesce molto buono.
E bastano queste cose a farmi stare meglio, molto meglio.
Mi sbagliavo: non ho una mentalità da giovane.
Ho una mentalità da bambino.
Volevo fare ieri sera un post sul volo del nuovo airbus, ma ero stanco perché ero stato a vedere in anteprima gratuita "l'uomo perfetto"!
Bellino come film, e poi ho scoperto che lei mi piace, nonostante sia un po' troppo magrina per i miei gusti. C'è anche un certo Riccardo Scamarcio, che immagino piaccia abbastanza alle donne, almeno a giudicare dai commenti porno fatti dalle ragazze sedute accanto.
Insomma, non ho scritto il post ieri in vista del volo, quindi lo faccio ora, a volo avvenuto!
Come alcuni ricorderanno è stato presentato per la prima volta tre mesi fa ai giornalisti, ma finora non aveva mai volato.
Proprio come accadde nel 1969 per il primo prototipo del Concorde, l’aereo è decollato dalla pista più lunga annessa agli stabilimenti di Tolosa, nel sud della Francia.
Inizialmente il primo volo era previsto per il mese scorso, ma è stato rimandato fino ad oggi per motivi tecnici. Ormai non si poteva più aspettare, e la lunga fase di test deve iniziare: la prima consegna alla Singapore Airlines, una delle poche compagnie che ha creduto a questo progetto anche nel periodo nero per l’aviazione del dopo undici settembre, è infatti prevista per l’estate del 2006.
Erano molte le ansie degli addetti ai lavori per questo primo volo. Infatti mai prima d’ora nella storia dell’aviazione civile un aereo a reazione ha avuto queste dimensioni e questo peso: è lungo 73 metri, con un’apertura alare di 80 metri (quasi quanto la lunghezza di un campo da calcio), per un peso di 600 tonnellate. Avrà 15000 Km di autonomia.
Può portare fino a 1000 passeggeri, anche se molto probabilmente per i primi anni non si andrà oltre i 700-800. I primi esemplari in dotazione alla compagnia asiatica non raggiungeranno nemmeno questo numero, a causa dello spazio riservato ai comfort addizionali come negozi, bar, e forse anche cuccette.
A bordo di questo prototipo molti computer per l’analisi dei parametri di volo, che lo rendono un vero e proprio laboratorio volante. I test dei prossimi mesi verteranno sull’autonomia, la lunghezza necessaria per il decollo, il bilanciamento, ma anche sul funzionamento dei sistemi interni come il controllo della pressione e dell’umidità in cabina. Saranno quattro gli aerei destinati alla sperimentazione durante i prossimi anni: due carichi di strumenti di controllo, e due arredati come i velivoli destinati alle compagnie.
Questo libro racconta un mese di vita di una trentasettenne danese di origine groenlandese, Smilla Jaspersen, ma è un pretesto per mettere a confronto la civiltà europea e quella inuit.
La storia segue la protagonista alla ricerca dei colpevoli della morte di un bambino che lei aveva praticamente adottato, e si svolge fra Copenaghen, l’atlantico settentrionale, e la Groenlandia. Questa ricerca sarà dura e dolorosa, ma una sorta di fredda implacabilità della protagonista farà sì che essa non si arresti neanche di fronte alla crudeltà degli assassini, ma ne tragga anzi un’ulteriore spinta.
“Dopo cento metri non riesco più a stendere le braccia. Penso al mio passato. Non serve. Penso a Esajas. Non serve. Mi ricordo che hanno cercato di uccidermi. E che ora, da qualche parte, si congratulano con sé stessi. Ce l’abbiamo fatta. Smilla. La groenlandese di carta. Questo pensiero mi spinge per l’ultimo tratto”
Smilla è una donna praticamente senza amici, incapace di sentirsi a proprio agio in Danimarca, ma anche di tornare in Groenlandia. Sebbene abbia una notevole preparazione universitaria in ambito scientifico è disoccupata. Sebbene sia attraente e non certo timida non riesce ad avere relazioni con uomini, né durature né occasionali (anche se forse questo nel libro cambierà). Sebbene sia ricca di famiglia nutre un’antipatia atavica verso i ricchi e non vive nel benessere che pure potrebbe permettersi. E’ innamorata della matematica, convinta che essa possa descrivere tutto, sentimenti umani compresi.
“Non sono perfetta, mi piacciono più la neve e il ghiaccio che l’amore. Mi è più facile interessarmi alla matematica che amare il prossimo. Ma sono ancorata a qualcosa di saldo nell’esistenza. Per questo c’è un limite oltre il quale il mondo non può andare così storto, senza che io me ne accorga. Ora so, senza ombra di dubbio, che qualcosa non va”
Nonostante tutti i muri di gomma che Smilla si troverà davanti, causati principalmente dal fatto che la morte di un bambino eschimese non riceve l’attenzione che avrebbe se fosse un danese DOC, non rinuncerà mai alla ricerca della verità, anche quando non crederà più alla propria stessa capacità di venirne a capo. Ad un certo punto cioè, sarà spinta dal solo amore per lui.
“Ma durante la notte, di tanto in tanto, nel sonno profondo rotolava verso di me, e rimaneva lì qualche minuto. A contatto con la mia pelle aveva una piccola erezione che andava e veniva, andava e veniva, come una marionetta. In quelle notti avevo un sonno molto leggero. Mi svegliavo alla minima variazione del suo respiro veloce. Spesso stavo lì, sveglia, e pensavo: l’aria che ora respiro è quella che ha respirato lui”
Ritratto molto disincantato della società danese, è narrato in prima persona. Ed è forse questo l’aspetto che più mi è piaciuto: vedere il nostro mondo tramite gli occhi di una persona non europea, e soprattutto donna. A dire il vero questa è anche la principale critica che è stata rivolta al libro: a scriverlo è infatti un uomo, danese. Ma in attesa di un altro capolavoro del genere scritto da una donna inuit, dovremo accontentarci.
Sebbene a me sia piaciuto moltissimo, non è detto che sia così per tutti: è un romanzo a tinte grigie e lo stile costringe spesso il lettore a concentrarsi oltremodo, e questo può esasperare alcuni.
Mi piacerebbe sapere se qualcuno di voi l’ha letto e lo ha apprezzato. Sono convinto che sia uno di quei libri che o si amano o si odiano.
Potrei raccontare decine di episodi, aspetti, situazioni della storia, ma preferisco non farlo per non anticipare nulla a chi lo volesse leggere e non l’avesse ancora fatto.
Il libro, uscito nella prima metà degli anni ’90, è stato best seller e probabilmente il titolo non suonerà nuovo alla maggioranza di voi.
L’autore è Peter Høeg, il titolo originale in lingua danese è “Frøken Smillas Fornemmelse for Sne”.
Dato il suo successo ne è stato tratto un film bruttarello interpretato dall’attrice inglese Julia Ormond. In fondo al post vedete un’immagine del film. In realtà, secondo l’autore, Smilla sarebbe più bassa della Ormond, e soprattutto avrebbe lineamenti vagamente eschimesi.
E’ stato divertente per me ritrovarmi a Copenaghen alcuni mesi dopo averlo letto e riconoscere molti dei luoghi citati.
Una curiosità: ho conosciuto molto di più la società danese standomene nella mia camera a Perugia a leggere il libro che passeggiando per le strade di Copenaghen (a proposito: gran bella città, di atmosfera favolesca, andateci). In quei pochi giorni praticamente non ho mai sentito parlare la lingua perché l’inglese è parlato da tutti correntemente e ho avuto quasi zero contatti con i danesi, visto che i negozi erano gestiti tutti da immigrati. Comunque in generale l’impressione che ho avuto è molto simile a quella descritta da mumita nel suo diario norvegese: cordialità di facciata e lontananza sostanziale con gli stranieri. A proposito di Norvegia: mi sembra che il norvegese sia la lingua imparentata più strettamente al danese, almeno a giudicare dalle scritte. Molto più dello svedese se non altro.

Sono appena rientrato in casa felice perché sono riuscito ad aggiudicarmi una copia de “il Manifesto”, che stamattina mi ero dimenticato di comprare. L'ho preso per il titolo di prima pagina.
Raramente lo leggo, perché non mi trova spesso d’accordo, ma senza dubbio fa un brillante giornalismo “di frontiera”.
E poi l’irriverenza, è questo che mi piace. Non aver paura di sputare sugli idoli, anche se sono idoli della maggioranza della gente. Per tornare alle celebri prime pagine mi viene in mente quella del dopo elezione di Bush, in cui si vedeva Bush a destra e il suo cane a sinistra ed il titolo recitava: “il presidente è quello a destra”.
L’irriverenza dicevo, il coraggio di dire “tu sei il rappresentante di un sistema che fa più male che bene alla società”. In un mondo in cui la gente, pur vivendo in prima persona i problemi di ogni giorno, non ha il coraggio di mettere in discussione l’ordine precostituito, e molto spesso neanche la voglia di mettersi a pensare quali siano le cause di questi problemi, forse perché avrebbe paura delle risposte, o forse solo perché ha bisogno di sperare in una figura forte che pensi al posto suo.
Io non ho nulla a priori contro le figure forti, ma l’idea che moltissima gente non perda tempo a pensare con la sua testa mi terrorizza. Davvero.
Voglio sapere la vostra opinione in merito: siete d’accordo con me, o sono io che sono paranoico?
Per tornare all’irriverenza, mi viene in mente quello che successe qualche mesetto fa, quando la trasmissione della Gialappa’s Band andò in onda monca di intere parti: la rete li costrinse a tagliare quelle in cui i comici prendevano in giro politici vari. Vi ricordate? I primi segnali del vento di censura si erano avuti già il giorno prima, quando Emilio Fede, citando Zelig, aveva parlato di satira politica “garbata” di cui si sentiva il bisogno.
Ora, qualcuno gli vuole spiegare che la satira per sua stessa definizione non può essere garbata??? E’ come dire “pioggia asciutta”. Ma quando mai s’è vista satira garbata? Se è garbata, per definizione non è satira. Và a farlo capire a uno come lui.
Inoltre, la satira da veramente fastidio solo quando scopre gli altarini, come qualsiasi politico sa molto bene. E chi è senza peccato scagli la prima pietra, infatti non mi risulta che Forattini se ne sia andato via da Repubblica perché aveva voglia di andare in pensione. No, c’era il signor D’alema che aveva una gran voglia di mandarlo in pensione. Forse se lo scandalo Mitrokin non fosse stato tale, D’alema per primo avrebbe riso alla vignetta. La satira dà fastidio solo quando tocca il nervo scoperto, appunto.
In conclusione di questo post voglio fare un inciso su un argomento che ho già affrontato: è fantastico come i poetastri che hanno preso il posto dei giornalisti TV si sbizzarriscano nel dedicare sonetti mediocri al santo padre!
“Rientrare negli appartamenti abitati da Giovanni Paolo II gli ha evocato un brivido”. Ma che ne sai, glie l’hai chiesto?
"Quando il Papa andava all'estero, lui rimaneva obbediente a Roma a difendere l'ortodossia". Non sia mai che l'ortodossia venga messa in pericolo!
“Ha dovuto soccombere nella sua battaglia della verità contro l’Unione Europea”. Se lui vincesse le sue battaglie da domani non potresti più avere rapporti sessuali col tuo ragazzo, oppure se sei sposata li potresti avere solo non protetti e solo per procreare una vagonata di figli, con tanti saluti alla tua carriera di poetastra televisiva!
Chiunque bazzichi i siti americani sa che in questo periodo in America quando si parla di Chiesa di Roma se ne parla inevitabilmente citando tale scandalo. Si discute soprattutto del fatto che il vescovo emerito di Boston, Cardinale Law, accusato di aver cercato di insabbiare lo scandalo, se l'è svignata a Roma per eleggere il Papa. E giustamente oltreoceano si chiedono se mai tornerà di fronte a un tribunale USA.
Ma Rigoni chissà perché non ci ha fatto caso. Forse perché il suo servizio doveva andare in onda in Italia, paese dove tale argomento è tabù?
P.S.: Perdonatemi la sequela di post caustici su questi argomenti, ma quello che vedo in questi giorni me li tira fuori di bocca. Comunque non pensiate che io me ne stia tutta la mia giornata a mangiarmi il fegato su queste cose!
Spero di tornare a scrivere anche qualche post scientifico-amatoriale, come il titolo stesso del blog suggerisce.
Mopattopeo vince

Mi rivolgo ai perugini, o a tutti quelli che ricevono Umbria TV: come si chiamava quel tipo che faceva (o fa ancora) le previsione sui numeri del lotto e leggeva le carte per trovarci risposte per i telespettatori su questioni di cuore/salute/lavoro?
La sua trasmissione l’ho vista poche volte e l’ultima volta un paio di anni fa.
Dovete sapere che io non sono fisionomista per nulla. E questo è un eufemismo. Potrei trovarmi di fronte a Ciampi e non riconoscerlo. La signora Franca poi non ne parliamo! Molte volte ho incontrato gente di scuola senza riconoscerla.
Però ho un vantaggio “collaterale”: ho molto orecchio per le voci. Non scordo mai una voce anche a distanza di anni, anche se l’ho sentita poche volte.
Insomma, per farla breve, oggi mentre compilavo un bollettino all’ufficio postale, l’uomo accanto a me che non avrei riconosciuto neanche con un cartello al collo con scritto il nome, mi fa: “scusa mi presteresti la penna un secondo, devo fare una correzione, grazie!”.
DRIIIIIIIINNNNN!!!! Campanello, questa voce l’ho già sentita! Ebbene sì, era la sua voce! (quello che fa le carte su Umbria TV, non Ciampi). L’ho guardato in faccia: sì mi sembrava lui, ma tanto come vi ho detto non sono fisionomista per nulla, quindi se dovessi fidarmi di questo poteva benissimo essere chiunque altro. Ma mi fido completamente della voce: sì era lui era lui, ne sono sicuro. E poi mi ricordavo che vestiva sempre di nero e aveva i capelli lucidi di gel. Era lui.
Ahahahahah, è troppo forte con quelle carte sul tavolo e la faccia seria mentre dice alla telespettatrice di turno che il suo uomo la ama.
Absinth, come si chiama?
P.S.: Se fosse stato Ciampi avrebbe detto con solennità: “caro çittadino........... io e la Franca s’è sbagliato a compilare il modulo di richiesta per fare il presidente della Repubblica per altri sette anni................. Se çi presta la penna un secondo............. la nazione le sarà grata!
Ora, senza nulla togliere alle colpe di Wanna Marchi, figlia, e mago do Imbrogliamento, millantatori che hanno speculato selvaggiamente sulla pelle della gente fino a quando il ramo non si è spezzato (e pure stupidi a non aver capito che sarebbe successo). Senza voler sminuire questo dicevo, io continuo a non capire cosa possa portare delle persone che vivono nel 2000 a sborsare tutti i loro averi perché credono che con del sale, edera & riti vari si possa scacciare un malocchio che gravita sopra la propria testa o su quella dei propri cari.
E in tribunale si vedono pianti su pianti. Certo, se la mia famiglia perdesse tutto quello che ha piangerei anche io, chiaro. Ma ciò che mi colpisce sono soprattutto i discorsi del tipo: "mi hanno portato via tutto, io non vivevo più, mi telefonavano dicendo che sarebbero morti i miei figli se non pagavo, e io che dovevo fare, ero disperata".
Ci sono cioè delle persone (parecchie a sentire quanta gente depone al processo) che immaginano una specie di "nonsoché" invisibile che permea le loro vite. E che pensano che l'edera, il sale, e a sto punto pure il ketchup, possano in qualche modo interferire con questa cosa rompendo il giogo che li opprime. Ah dimenticavo, credevano anche che per attivare il tutto ci volesse il fluido magico che promanava dal mago do Imbrogliamento. Tutto questo, ripeto, oggi nel 2000.
Ma la cosa che mi lascia più sconvolto è che questa gente forse ci crede ancora!
A sentire le deposizioni al processo, mi sono fatto l'idea che questi qua abbiano sì capito che Marchi & Co. gli hanno mentito, ma non che i malefici e compagnia bella sono delle stupidaggini in ogni caso! Secondo me pensano che la Marchi gli ha fatto credere che ci fosse il malocchio laddove non c'era. Mio Dio come si può mentire su una cosa del genere! Il malocchio è una cosa seria!
Qualche giorno fa una ragazza romena ci ha raccontato che alla sua università a Bucarest una vecchia zingara accampata lì davanti ha strappato un capello a una studentessa che non le voleva fare l'elemosina e che qualche giorno dopo la ragazza è morta. E le mie amiche dicevano: "mamma mia....".
Ma io dico! Ma si può credere che se io ti piglio un capello, tramite quello ti posso in qualche modo ammazzare? Allora com'è che non si è ancora trovata la cura per il cancro o non si riesce a fermare le guerre, visto che esistono tali poteri? Cavolo, anche se li possedesse solo una persona su un milione, basterebbe a risolvere tutti i problemi del mondo!
Sì lo so, lo so: la gente è ignorante, a volte quando ci sono i problemi ci si attacca a tutto, eccetera eccetera. Sono d’accordo. Ma sono molto intransigente nei confronti di queste credenze. Sono dell’idea che al giorno d’oggi vadano eliminate per sempre. Per un motivo molto semplice: E’ ORA.
Il medioevo è finito da un pezzo.
Il gioco è chiuso, rien ne va plus! (si scrive così?)
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Papabile |
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Tettamanzi |
ste di steEluca |
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Scola |
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Ruini |
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Rodriguez |
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Maradiaga |
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Carrera |
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Bergoglio |
nessuno |
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Hummes |
nessuno |
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Dias |
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Arinze |
nessuno |
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Schönborn |
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Ratzinger |
P.S.: Mi rendo conto che molti nomi di primo piano non sono inseriti. Il motivo è che ho scritto il post subito dopo la morte del papa, quasi due settimane fa, quando i giornali facevano principalmente questi nomi qua.
Secondo gli esperti con grandissima probabilità il prossimo papa sarà uno dei prelati che vedete qua sotto.
Quindi vi invito a giocare a "chi vuol esser vicario?".
A differenza del gioco di Jerry Scotti la domanda è una sola, ma, invece di 4 opzioni di risposta, ce ne sono ben 12.
Esistono anche qui gli aiuti:
- da casa (nel senso che magari i vostri familiari sono degli insigni vaticanisti).
- del pubblico (nel senso che leggendo i commenti degli altri vi aiutate a vicenda).
- l'aiuto del computer ve lo do io immediatamente: Ratzinger, decano dei cardinali (uno dei pochissimi reduci di nomina montiniana), a causa dell’età avanzata e delle condizioni di salute malferma è considerato improbabile.
Sotto a ogni foto è scritta la città di cui ciascuno è vescovo, tranne che nel caso di Ruini (che è vicario di Roma), di Arinze, e di Ratzinger.
Bene, per giocare non dovete far altro che guardare le figurine panini qua sotto e fare la vostra puntata nei commenti.
Accorrete numerosi!
.

Come sapete ultimamente il sitema bancario italiano sta in parte cambiando (finalmente aggiungerei).
Da qualche anno ad esempio si sono cominciate a vedere le agenzie della Deutsche Bank in giro per l’Italia, e anche di altre banche straniere immagino. Ed è’ di oggi la notizia che il consiglio di amministrazione della BNL ha oggi approvato l’offerta lanciata da un noto gruppo bancario spagnolo.
Ciò che per noi è la norma non lo è necessariamente in altri paesi, anzi non lo è quasi mai. Il fatto ad esempio che il ritiro dei soldi dal conto si possa fare solo nella agenzia in cui lo si è aperto è una cosa tutta italiana. E scatena le ire di stranieri residenti nel nostro paese che quando vanno ad un’altra agenzia della banca alla quale hanno affidato i loro soldi si sentono dire che “non è possibile”. Tutto ciò nell’era dell’informatica e del ritiro elettronico del contante. In altre parole le banche si fidano più di un numeretto di 5 cifre che della faccia e del documento d’identità del cliente. Il bancomat risolve un po’ il problema, ma come sappiamo ha un tetto massimo non troppo alto (almeno per noi comuni poveracci) e che quando c’è da fare una spesa importante è necessario andare al banco.
Inoltre, i tassi di interesse dei prestiti sono molto più alti di quelli che si trovano negli altri paesi europei. I costi di mantenimento del conto idem. E così via.
Insomma, la classica situazione tipica di un cartello con pochissima concorrenza al suo interno.
I primi scossoni a questo sistema non più al passo coi tempi (per usare un eufemismo) si sono già visti. Chi ha chiesto un prestito di recente sa che i tassi si sono abbassati sensibilmente rispetto a qualche anno fa. Non so se il direttore della Banca d’Italia, per inciso il vero garante del sistema “arcaico”, approvi tutto ciò. E’ la stessa persona che ha fatto feroce ostruzionismo all’euro fino a quando ha potuto.
Per tornare ai fatti di oggi, io non so quanto possa giovare. Ma di certo non può allontanarci ulteriormente dal resto del continente. Quindi, benché io ami molto il mio paese, in questo particolare caso non posso che dire alle banche straniere: CONQUISTATELO!!!!